Più uno si inca**a, più reagisco con calma... anche se la à e la ù di questa tastiera si sono invertite. Il mio computer di casa senza di me si sta esaurendo, ero io quella che gli faceva svolgere le attività più interessanti... Oramai il PC lo trovo quasi fastidioso, consiglio a tutti un Mac.
Bene. Un giorno forse mi licenzierò e riprenderò a scrivere.
Tempo fa avevo pensato a qualcosa da dire qui ma poi... comunque la massima del giorno è questa: "La calma è la virtà dei forti" e ringrazio il cielo per godere di questa sconfinata incredibile calma proprio nei momenti più difficili, mi sorprendo di me stessa (pazienza per le à al posto delle ù capite lo stesso).
La gente è strana, generalmente tonta, ma soprattutto strana. Siamo noi stessi i primi a farci del male o del bene e non si capisce perché abbiamo la tendenza naturale a complicarci la vita.
Altra massima, tratta da una famosa pubblicità: "Con la dolcezza si ottiene tutto".
Se vuoi qualcosa da me perché ca**o fai il prepotente?! Non capisci che sarà proprio per come me lo chiedi che non otterrai mai un bel niente? Che diventerai l'ultima delle priorità in lista? Che ti dirò sì sì ma ti farò aspettare secoli?
Vabè gente meditate, respirate profondamente, contate prima di parlare, anche un po' oltre 10 e andatevene pure affan***o!
Io Otti ciao.
Rimembro ancor quel tempo della mia vita mortale quando sul blog scrivea...
Il sole splende nel cielo (pensierino).
E poi?
Irrimediabilmente si invecchia. Però intanto mi sono abbronzata.
Campioni del mondo!
Zidane pagliaccio!!
Buuuhhhh!
Ho sete.
Ho appena perso l'occasione di salire sul bus delle 12.42.
Buon w-e.
Nostalgia.
b&a
...perché poi ogni volta bisognerebbe aprire un nuovo blog? o magari due?
Sono in piena digestione e mi ritrovo con "carta e matita" in mano, un colorino di sfondo appena meno bianco del bianco e una scritta: "No more blogs, just web".
Cancella e a capo.
L'ultimo di Palahniuk non mi è piaciuto, una delusione, troppo e niente di nuovo, solo troppo. Forse se l'avessi letto per primo mi sarebbe piaciuto come gli altri, ma viene dopo tutti gli altri e decisamente non li supera.
E poi qualche goccia di pioggia.
Feste(?!)
Ma io oggi pomeriggio dove lo trovo il tempo... se qualcuno volesse ricevere il mio splendido angioletto poco interattivo ma molto allegro mi scrivesse, pubblicarlo, linkarlo... impresa ardua. Buone feste, buon Natale, siate felici. Baci e abbracci.
In itinere
Ogni volta che passo davanti alla locandina dello "Stage di tamburello" mi sorgono spontanei una serie di interrogativi sulla mia vita e sull'esistenza in generale.
Buone azioni
Ho barattato la vita di un topo con una manciata di croccantini.
Mi hanno detto che era meglio lasciarlo a Ripotti.
NUGAE/10
Sono incostante. Sono così nella vita, non solo nel blog. (Blog?!). Rifiutiamoci di riconoscere le evidenze.
Mi ricordo a volte dopo anni di qualcosa che continuava ad esistere nonostante la mia indifferenza. Così, tante volte. Come svegliarsi un giorno, al termine del letargo e riscoprire il mondo.
Sole, tramontana e sole. Sarà la cioccolata calda, che non mi andava, ma è servita. Mi sento gaia. "Gaia"?!
Sono andata a letto alle dieci, ma la sveglia ha interrotto il sogno ed è stata dura alzarmi. Lui mi ha stretto un piede.
E poi lui mi ha preparato il minestrone, lessato i broccoli, comprato i panini di soia. Lui mi vuole bene.
Io sorrido. Il pianeta terra continua a girare. Il gatto Tolomeo sostiene ancora che la Terra sia piatta.
Agata
"I can't find myself..." mi urla in testa mentre interrogo il tuo sguardo distorto dal vetro del bicchiere. Iridi verdi mischiate a montefalco rosso cupo, scaldato dalla mia agitazione. A volte sarebbe più semplice dirsi addio. Un semplice "ciao" si aggiungerebbe al catalogo dei temini che nel mio e nel tuo vocabolario hanno accezioni diverse. Disambiguare termini e sciogliere la lingua dietro ai denti colorati dal vino e capire perché non siamo nel mio castello e perché continui a sfuggirmi mentre il volume è così alto nel mio cervello che non riesco più a seguire i tuoi discorsi, messo che tu stia parlando.
(to be continued...)
Offline ovvero una pagina strappata
A computer spento riapro questo quaderno, uno dai profili rossi, come i quaderni che usava mia madre da bambina, quaderni impolverati in vecchie valige di cartone nel ripostiglio della casa dei nonni che non ho mai conosciuto.
Da bambina scrivevo spesso di quella casa, di quanto ne fossi affascinata e al contempo intimorita, a causa dei suoi fantasmi, degli spettri che mi aspettavano sul corrimano delle scale fredde di marmo. Aveva un odore quella casa, un odore buono intimo, odore di affetto, ricordi e pigne arse nel camino. Fuori le magnolie e tutto un giardino visto per la prima volta con gli occchi della fantasia, quando i miei capelli erano viola, giocavo con la bacchetta magica e la terrra diventava polpette.
Proprio in quel giardino si nascondeva Trasteverina, una signorina che viveva sotto terra, nella sua cesetta nascosta nell'erba, fin dai tempi in cui mia zia era bambina.
Era bello addormentarsi in quella casa, specialmente quando l'aria era fredda e le lenzuola gelide e la casa respirava e il campanile rintoccava ogni quarto d'ora.
Ricordo pareti dipinte con foglie d'edera. Un momento qualunque è rimasto qui, a metà strada tra il cuore e la mente, qui un qualsiasi momento semplicemente per quella quiete, per la sensazione di benessere, la penombra, i misteri dell'infanzia.
Qualcuno muore e si porta via un pezzo della nostra vita, un pezzo di noi. Tu ci sei ma non è più la stessa cosa, non lo sarà più. Muore e tu non sarai più ciò che vedevano i suoi occhi. Muore e non racconterai mai a nessun altro le stesse storie. Muore, ma ci sarà sempre così tanto stretto dentro di te, forte forte, così forte che fa male e puoi piangere ma la bacchetta magica non c'è più, l'erba troppo alta rovina il giardino, hai tre capelli bianchi in testa...
Guardi cosa ti ha insegnato. L'amore, forse è questo sì più di tutto. Amare incondizionatamente gli altri e sorridere e preparare torte e raccontare storie... ed io non sarò mai come lei ma la porto sempre con me e forse per questo sono una persona un po' migliore di quanto non sarei...
E poi a volte, tutte le volte che penso "mi dispiace che tu non possa conoscerla", tutte quelle volte lei sorride.
Ricordatelo: lei sarà sempre con te e sorriderà.
Questa città
Pennellate piatte di luce arancione accentuano il profilo nord-ovest della collina. Antichi edifici in pietra arrampicati l'uno sull'altro, al termine di questa strada fatta di gradini e asfalto.
Intonaci gialli in un cielo azzurro e mite, quasi di primavera.
Panni appesi ad un filo, tra due finestre, su quella che un tempo era una chiesa. I lavori di pavimentazione in corso, blocchi di pietra grigia accatastati a margine della strada. Sempre la stessa signora coi capelli tinti, troppo tinti.
La città ha tante facce, è un poliedro scuro e chiaro, variopinto e monotono, vivace e assorto. Una città con tante scale, una città attraversata dal bosco, dagli ulivi, dai sogni di tanti studenti e di tanti turisti. Una città al gusto di cioccolato.
Quei binari rossi che la trafiggono nel suo centro, come a significare qualcosa che ci sfugge, in mezzo a tante facce, di tanti colori, con sguardi incerti, alla fermata dell'autobus.
Agata
[lei è la nostra eroina]
Correvo sull'asfalto con l'acqua che entrava nelle mie Tod's ed ero felice.
(to be continued)
In codice
Ho letto il tuo blog, tre, quattro, cinque blog fa, tanti anni fa. Io imparavo ad usare Internet e tu cominciavi a scrivere.
Strano. Perché quando un blog è "vero", è la tua vita, questa traccia del passato sembra quasi un testamento, resterà, ti sopravviverà. Eri diverso, eri tu. Molto più simile a come ti vedo, diverso da come ti dipingi oggi.
Non ho letto proprio tutto parola per parola (detesto leggere sul web quasi come detesto comunicare via telefono), ma abbastanza per sorridere, per riconoscerti, per rimpiangere di non esserci stata.
E poi a volte pensi addirittura i miei pensieri... bisogna essere strani parecchio per pensare i miei pensieri! Cose tipo se muori come viene a saperlo la gente che ti legge. Ci saremo passati accanto più di una volta da queste parti, senza saperlo. Venivi allora e non vieni oggi (!). Uffa.
Piove. E fa freddo. Bevo l'Esthè. Ho una cassa di mele sul terrazzo.
Io no
Se leggi Nielsen sull'usabilità dei blog ne evinci che qui mancano la mia biografia e la mia foto (oltre ad altri svariati errori).
Intanto ho cominciato ad aggiornarlo più spesso questo "blog", da quando una mia amica mi ha detto che non apre un blog perché il blog va seguito e aggiornato tutti i giorni...
Poi biografia che vuoi dire? Mandatemi 3 euro e vi inoltro il curriculum. Foto... ora c'è la carlotta con la mollettina rosa, sono io.
Agata
Quando ti sei portato via i tuoi occhi ripieni di cielo e di stelle mi sono mangiata un pollo.
(to be continued)